martedì 29 maggio 2007

IL PRINCIPIO DELL'ARPA A VENTO

Metti che un bel giorno hai l'idea geniale di regalare al tuo lui un'arpa a vento.

Bella a vedersi.
Fa tanto sette anni in Tibet.
Con le pietre naturali, quindi con la pretesa di una preziosità non gridata.
E poi con quel suono così argentino...
Impossibile non trovarla adorabile.

Metti che lui, per serbarla come si deve, non la sottoponga ai traslochi, ma la tenga per due anni in una scatola, finchè non andate a vivere insieme.

E tu hai passato quei due anni a pensare che sarebbe bello averla in salotto, oltre al fatto che sarebbe bello avere un salotto.

Infine l'hai davanti, fiammante, dopo un anno e mezzo di convivenza.

E hai pure il salotto,
col divano che avete scelto insieme,
il megaplasma sognato la notte,
il tavolo che avete disegnato qualche mese fa,
le sedie ghost,
le tende dell'IKEA,
l'orchidea,
il pino bonsai con sotto il giardino zen,
la poltrona sacco intonata al divano
e l'immancabile lampadario fai da te che tanto sconfinfera a noi architetti(se fosse per noi il mondo sarebbe pieno di negozi di sole lampade, alla faccia del risparmio energetico).

Insomma, una stanza che nel bene e nel male, con tutti i suoi limiti, è un pezzo di vita.

Ti senti come il SIM fricchettone all'apice della carriera.
Cerchi il posto migliore nel quadro per la nuova arrivata.
E alla fine la sistemi dove estetica suggerisce.

Pensi che sia cosa buona e giusta, ma qui iniziano i dolori.
Perchè la maledetta non suona MAI.

Allora la metti su un altro mobile che ogni tanto viene urtato leggermente nel passarci accanto.

Ma lei non ne vuole sapere.

Colpo di genio: la sistemi ad arte su uno scaffale che si trova proprio in mezzo alla corrente.

E finalmente la carogna adempie al suo compito primario.
Anche troppo...
Quando comincia ti fa venire voglia di schiantarla al suolo.
Specie con gli spifferi degli ultimi giorni.

Alla fine l'ho riportata al punto d'inizio:
la scatola, of course.

Morale della favola?

Bella, bella, ma dopo un pò...

13 commenti:

bill ha detto...

...rompe i coglioni?

branzino ha detto...

mi piacerebbe tanto metterla in salotto e sentire il suo dlin dlin al passaggio lieve di un refolo di vento

buona giornata

gattarandagia ha detto...

ahahahah!

mi tornano alla mente tutti i raccoglipolvere regalati o ricevuti, carillon con gattini che danzano, cose ingombranti pensate apposta per vagare per le case (piccole) alla ricerca di una sistemazione.
peluscetti, fregnetti, fiori finti ...
ogni tanto passa una ventata moralizzatrice e rivoluzionaria e butta tutto.

Cate ha detto...

@Bill:
a grandi spanne... direi di si!

@Branzino:
Acc... adesso va a finire che mi devono pagare pure una percentuale sulle vendite... ne sei proprio sicuro?!

@Gattarandagia:
Il guaio è che ci sono cose che non puoi buttare, perchè dispiacerebbe a chi te le ha regalate. Io poi non ho neanche figli da incolpare per una rottura accidentale... così quando PER CASO qualcosa va in pezzi, interiormente sento il mio personale fanciullino che sghignazza!

Oldog ha detto...

Cioè... le arpe a vento sono come gli amori?
All'inizio non funzionano, poi ti infiammano e alla fine... non li sopporti più?
Oldog

gattarandagia ha detto...

ehm ... la ventata rivoluzionaria e moralizzatrice consiste in un atto della volontà, teso a liberare gli scaffali da vecchi, inutili e polverosissimi cioffi, per fare spazio ai nuovi, of course! ;-)

Cate ha detto...

@Oldog:
Può darsi...
Solo che poi ti sfido a rimetterli nella scatola come se nulla fosse!
;)

@Gattarandagia:
Infatti proprio quelli intendevo!
Solo che finisco sempre per affezionarmici.
Mentre scrivo ho davanti un quadretto che contiene un riccio di lana che mi fissa con occhietti da pazzo.
Viene dalla Colombia.

Mi sa che anche oggi si salva, lo stronzetto.
:)

Tzugumi ha detto...

Mia madre ha appeso ad un albero in giardino un'arpa a vento che le ho regalato tempo fa...durante i miei pomeriggi festivi proprio mentre stavo per addormentarmi quell'arnese infernale cominciava a fare baccano...alla fine l'abbiamo messo in un posto più tranquillo ;)

Cate ha detto...

A questo punto mi sorge il dubbio che il suddetto aggeggio infernale fosse in origine una barbara tortura tibetana... tipo quella della goccia.

Anonimo ha detto...

Ah, l'arpa a vento dleng dleng dleng ma chiudi quella porta daiiii.
Che duepalle.

Menomale che il vento l'ha distrutta.
Ne avevamo una per le scale: rosa porcello, delfini di plastica, di un brutto aldilà del brutto, regalo listolante cinese, proprietaria mia figlia e guai a chi la tocca.

Cristina

Cate ha detto...

Vedo che il tema ha riscosso un discreto successo...
sto seriamente pensando di fondare il fronte di liberazione arpe a vento.
Naturalmente no profit.

@Cristina:
Unisciti a noi!
In omaggio il kit neutralizzatore:
occulta qualsiasi arpa in un simpatico blocco di cemento.

bill ha detto...

perché non metterla sulla tv accanto alla gondola-carillon ricordo di venezia...rigorosamente appoggiato sul centrino di pizzo fatto dalla nonna quando non aveva nulla di meglio da fare?

Anonimo ha detto...

bhe' ehm..io ho il giardino..hihihihihihihi.