sabato 22 dicembre 2007

DIRITTI DI IMMAGINE

Se S.Francesco avesse brevettato il presepe,
oggi i francescani andrebbero in giro
coi sandali di Paciotti e il saio di Dolce&Gabbana.
Quelli tamarri, almeno.

Lo stesso dicasi di quell'altra icona pop
che è babbo natale.
Si, proprio lui, il grassone psicopatico
che scende dal camino e parla alle renne.
In fondo, in quest'ottica,
i tratti in comune sono più d'uno,
nonostante il tentativo di depistaggio operato dagli elfi.

Che poi spiegatemi questo fatto:
com'è che gli elfi del polo nord sono
la versione brutta dei nani di biancaneve,
mentre gli elfi del cinema fantasy
sono la versione bella del calendario della Pirelli?!
Non ci saranno mica elfi di serie A ed elfi di serie B?

Sarei curiosa di sapere cosa ne pensa il sindacato.

Ad ogni modo, io sono per l'albero finto.
Quello che ti prendi il tetano solo a guardarlo.
Quello che potresti tranquillamente mettere in garage
senza smuovere neanche una pallozza di vetro,
e invece lo rifai tutti gli anni,
convinto di aver apportato chissà quali cambiamenti.
Quello che tua madre decide puntualmente
di mettere nel punto meno adatto,
costringendo l'intera famiglia a mosse
di matrixiana memoria, pur di scavalcarlo indenni.
Ma alle mamme piace così.

E a noi piacciono le mamme, come alla Cuccarini.
Soprattutto quelle che come la mia hanno fatto
come minimo cinquecento tortellini.

Possa il brodo di carne avere pietà di loro.

Buone feste!

martedì 11 dicembre 2007

PUBBLICITA' REGRESSO

Faccio outing:
Sono arrivata alla tenera età di ventinove anni
senza mai stirarmi i capelli con una lamiera arroventata.

Avevo affinato un metodo tutto mio per
abboccolarmi le trecce morbide sull'affannoso petto,
altro che Ermengarda.

Dividevo e attorcigliavo le ciocche con matematica precisione.
Intrugliavo con spumette e semi di lino.

L'asciugatura spontanea per non elettrizzarli troppo,
con conseguente raffreddore perenne,
durava dalle due alle tre ore.

Poi è arrivato l'omino tormalina imetec.
Colui che già una volta mi convinse ad acquistare
un asciuga-capelli ionizzante.

(Probabilmente gli ioni del mio phon
sono in sit in da due anni sul cuoio capelluto,
ma prima o poi dovrebbero cominciare a lavorare.)


Chiunque merita una seconda possibilità.
Tuttavia, prima di darne una terza a mister cristalli di giada,
farò una verifica approfondita
della mia capacità di spendere e di volere.

E nel frattempo,
non potendo cancellare la voce "capelli perfetti"
dalla lista dei desideri,
ho barato.

Mettendo una X su "bistecchiera a doppia piastra".

giovedì 6 dicembre 2007

QUANDO LA GATTA NON C'E'...

Parto domani pomeriggio
per un fine settimana coi quasi-suoceri.
Torno quasi-Lunedì.
Nel frattempo qui bivacco e rutto sono liberi.

La chiave, come sempre, la trovate sotto lo zerbino.
Le birre vi tocca portarle da casa,
però in compenso la carta igienica
è ottima e abbondante.

Solo, ricordatevi ogni tanto di dare da mangiare
alle mie piante carnivore da guardia.

PARI OPPORTUNITA'

Come mai, nei film sulle spie,
a differenza dei colleghi uomini,
le donne killer finiscono sempre in intimo e reggicalze,
a sparare millemila colpi al vento
con una colata lavica di rimmel
che le fa somigliare a cuccioli di panda incazzati?

Io me le immagino la mattina,
prima di andare al lavoro.

Ossessivo compulsive davanti allo specchio.

Consapevoli che ogni minimo pelo superfluo
potrà essere usato contro di loro.

Dite che si può parlare di lavoro usurante?

venerdì 30 novembre 2007

GIOCHI DI RUOLO

Questo post si è autoprodotto a partire dal primo commento.

C'era una volta un maghetto così sfigato,
da ignorare totalmente l'esistenza dell'happy ending.
Purtroppo gli mancavano i mezzi,
quelli che il lieto fine giustifica, per intenderci.

La sua bestia nera erano le smaterializzazioni,
motivo per cui, pur essendo molto socievole,
non aveva amici.

Ormai il nichilismo si era impadronito di lui.
Aveva smesso di parlare persino col suo orsetto di peluche, l'orso Gugool.
E Gugool lo punì rendendolo irriconoscibile
persino alla sua mamma, scomparsa nel lontano 1996,
a causa di un rigurgitino fatato del magico poppante.

"Che altro dovrebbe succedere, adesso?"
Si chiedeva davanti allo specchietto.
E il guaio è che, non riconoscendosi, si rispondeva anche.

Un giorno arrivò in città una fatina personal trainer per maghetti, tale Row-Lines, che veniva fuori da un'infanzia ancora più disastrata di quella del nostro eroe.
A scuola la chiamavano la fata assorbente.
E quando qualcuno ebbe la geniale idea di inventare quelli con le ali, per lei fu la fine.

I due si incontrarono alla taverna di Boe:
la fatina si stava sbronzando per dimenticare,
quando il maghetto le si avvicinò facendo la danza dei rugbisti neozelandesi.
"Il Tavor con la vodka scende proprio alla grande."
Pensò la fatina per nulla impressionata.

Gugool intanto aspettava fuori col pancino sottosopra,
che con la scusa che era un animale a letto,
gli avevano interdetto l'ingresso nella maggior parte dei locali della città.

Il maghetto, invece, che passava una notte più in bianco dell'altra, poteva entrare dappertutto.

"Ma sei drogato o cosa?"
Chiese la fata al termine della danza.
"Cosa?"
Urlò il maghetto, per via della musica troppo alta.
"Ecco."
Sentenziò la fata.

Tre minuti più tardi, il nostro eroe veniva buttato fuori per aver nominato le Winx in luogo pubblico.

"Mi sento fortunato!"
Disse all'amico peloso.
"E sai che novità."
Borbottò l'orso Gugool.
"La fata mi ha aperto gli occhi:
attraverserò il fantabosco fino ad incontrare
la drag-strega dell'Est."
"Ma tu non sai guidare."
"Farò l'autostop."
"Bon... Porta la cintura di castità, e scrivimi, ogni tanto."

E fu così che il maghetto conobbe il killer del camion frigo...

"Come ti chiami, bel bambino?"
"Ho trentatrè anni, sir, e mi chiamo Gegè"
Mentì il maghetto per darsi un tono.
"E' sicuro che questo sia un camion frigo? "
Aggiunse fissando l'alluce valgo appeso allo specchietto retrovisore.

"Gegè... Ma che bel nome.
Sai quanti surgelati venderei, con un nome così?"
"Veramente c'è già un marchio di pizze che si chiama così.
Quella spada di Hattori Hanzo a cosa le serve?"

Il camionista prese dal cruscotto un flaconcino di acqua benedetta aromatizzata al bergamotto. La aprì e la versò sana sana sulla testa di Gegè.

"Da oggi ti chiamerai Primavera.
Ora ti andrebbe un kinder Pinguì?"
"Qua qua?"
Rispose Gegè, ingoiando la chiave della cintura di castità.

Fu in quel preciso istante che piovvero rane.
Allora, approfittando del diversivo, Gegè/Primavera si raccomandò alla sua santa preferita, Sant'Agata.

Subito le rane si trasformarono in tette, e il killer del camion frigo si ricoprì di capezzoli in tutto il corpo,
insieme al suo pinguino assassino che aspettava nel retrobottega.

In altri versanti,
il maghetto avrebbe apprezzato la magia di quel momento.
Ma la chiave era perduta, e non aveva con sè l'incantesimo della purga miracolosa.
Ringraziò la santa con un saluto militare e scomparve nella boscaglia.

"Poi passa, e grazie della collaborazione,
le faremo sapere."
Gridò ormai lontano, in evidente stato confusionale...

Dexter lo aspettava qualche metro più in là.
"Favoloso, sono sicuro che quello è un pericoloso criminale.
Certo non più pericoloso del nanetto rimescola-muffa che stavo pedinando,
ma al momento me lo sono perso nel sottobosco."

Gegè, ancora sconvolto,
gli corse incontro e lo abbracciò forte.
"Signore mio, ho visto cose... "

Un attimo dopo, il maghetto si ritrovò incellofanato dalla testa ai piedi su un tronco di pino.
"Ci deve essere un errore."
Provò a dire.

Dexter faceva di no con la testa.
Le volpi selvatiche del bosco facevano di no con la testa.
Un rastone di passaggio faceva di non con la testa,
ma questo non contava, perché lui faceva sempre di no con la testa, per via del walkman.

Allora Gegè chiuse gli occhi
e fece apparire il nanetto rimescola-muffa,
vestito da drag-strega dell'est.
"Potevi farti i ca§§i tuoi, balengo!"
Furono le sue ultime parole.

E tuttavia, a quel punto,
tutti i desideri del maghetto furono esauditi,
perché apparve anche l'originale della darg-strega dell'est,
per chiedere i diritti d'immagine.

"Troppo tardi:
è morto e non posso neanche più citarlo in giudizio.
Liberate quello sfigato!"

"Neanche un tagliettino sulla guancia?"
Implorò Dexter.

"Neanche."
Rispose la strega.
"Me lo ha spedito quella cretina della Lines.
Anche se sono convinta che si droghi,
le sarò eternamente grata per avermi presentato
quel gran figo di suo cugino Tampax."
...

"E' svenuto...
E mi ha sporcato di cacca tutto il cellophan.
Non è un modo serio di lavorare.
Mi rivolgerò al sindacato."
Frignò Dexter.

"Se non sparisci immediatamente
ti trasformo in una bambina con le treccine, Dex!"
Intimò la Drag strega, che di nome faceva Compliments,
ma di fatto faceva Terrore,
e di soprannome Trinità.

Quando Gegè riaprì gli occhi,
fu come sprofondare in un viaggio lisergico.

Dexter piangeva in un angolino,
torturando una pallina antistress
per scaricare la tensione.

Le volpi giocavano a cricket con la testa del nanetto.

Il rastone preparava una minestra di farro, ventresca e foca monaca per tutti.

"Oggi riceverai grandi doni, figliuolo."
Cominciò la drag-strega.

"D'ora in poi potrai punire tubolari innocenti facendo esercizi di areofagia nera.

Potrai far cadere le fette di pane sul lato non imburrato a tuo piacimento.

Potrai camminare sulle punte indossando le infradito di tua sorella.

Mi voglio rovinare:
compreso nel prezzo avrai anche questo magnifico
copripiumone del WWF dedicato al tarlo del legno
e una fornitura vitalizia di pasta del capitano."

"Solo una microscopica critica costruttiva,
o potenterrima strega..."

"Dimmi pure, carino."

"Io volevo soltanto un po' più di controllo sui miei poteri."

"Per quello la Lines doveva farti compilare il modulo verde, non quello rosso."

FINE

domenica 25 novembre 2007

QUESTO BLOG E' UNA CAMERA A GAS

Se fosse un matrimonio,
avremmo dovuto aspettare il settimo anno.
Ma essendo un blog,
non potevamo farci mancare la crisi del settimo mese.

Novembre, come già detto, non aiuta.

Mi sento come l'omino della Zucchetti.
No, non sto parlando di lenzuola.

Io intendo quello che tappava ogni buco con un rubinetto,
finché ad un certo punto, l'acqua gli usciva dalle orecchie.

Quasi una metafora dell'inutilità.

L'idrocefaloide, però, a questo punto faceva una cosa geniale:
col pollice e l'indice si torceva il naso, e l'acqua si fermava.

Io ho deciso di imitarlo.







No che non lo chiudo il blog.
Le trasmissioni riprenderanno appena tornerà il buon umore.

mercoledì 21 novembre 2007

CACCIA A NOVEMBRE NERO

Se qualcuno cancellasse novembre dal calendario nessuno si lamenterebbe.

Fateci caso.
Si esce sempre meno.
Ci si deprime ascoltando canzoni tristi di qualche anno fa.
Si desidera il letto a qualsiasi ora del giorno.
Ci si lamenta in continuazione per l'acuirsi dei doloretti di sempre.

Tutto sommato...
E' così che mi immagino la quarta età.

E qui ci sta bene l'urlo di Munch.
(Chi indovina il personaggio misterioso?)

Per esempio, in questo momento, le dita ghiacciate bussano sui tasti emettendo un suono metallico, segno che l'assideramento è vicino.

Avete mai notato come le mani, stando fermi, tendano ad assumere temperature diametralmente opposte?
Un po' come il biscotto ai due lati della crema Ringo.
E' una specie di magia.


Urge termocoperta, dopodiché, da qui alla dentiera e al pannolone contenitivo, poco ci manca.

martedì 20 novembre 2007

INTERMEZZO FAI DA TE.


NO ALPITUR!
(Una K-pax&Categong production)

venerdì 16 novembre 2007

GNEO GNAO FuN CLUB

Prima regola delle gneo gnao:
non parlare mai delle gneo gnao.

La seconda regola delle gneo gnao è uguale alla prima, perché noi nell'enfasi ci sguazziamo.

La terza regola delle gneo gnao, per coerenza alle due precedenti, non posso dirvela. E quindi salterò direttamente alla quarta.

Quarta regola delle gneo gnao:
siate sottilmente stronze con gli uomini in difficoltà, se potete.

Quinta regola delle gneo gnao:
quando l'uomo chiede pietà, è arrivato il momento di infierire.

Sesta regola delle gneo gnao:
siate soavemente stronze, e l'uomo vi ringrazierà.

Settima regola delle gneo gnao:
sbattete come si deve le ciglia, e tutto vi sarà dato.

Ottava regola delle gneo gnao:
non accettate cleenex dagli sconosciuti.

martedì 13 novembre 2007

L'INVASIONE DELLE ULTRATETTE

Avevo voglia di punirmi ed abbrutirmi.
Ma di brutto brutto brutto.
La sociologia televisiva è una branca della scienza
affascinante ma pericolosa,
se praticata senza le precauzioni necessarie.

Per cui non ripetete a casa vostra i miei esperimenti.
O almeno non filmatevi mentre li ripetete.
E se proprio vi scappa di farlo,
almeno non metteteli su youtube,
che io da Vespa non ci voglio finire, eh.

Detto questo ho una buona notzia:
si può sopravvivere ad una puntata di Ciao Darwin.
A patto di ripetersi per tutto il tempo
che sugli altri canali stiano dando, a reti unificate,
un documentario sull'impotenza dell'iguana maschio.

Verso metà del programma comincio a valutare
l'ipotesi del documentario,
ma il senso del dovere mi inchioda alla sedia,
col ghigno d'orrore di un infartuato.

Comincio ad immedesimarmi nella situazione.
Ridacchio inebetita, mentre la mia fedele assistente
mi pulisce la bavetta agli angoli della bocca.
Resisto di fronte a tanta carne di manza.
Quasi perdo i sensi quando un culo a 42 pollici
esce dallo schermo e mi chiama per nome.

Ma quando alla fine Laurenti scende dalla scalinata
svestito da madre natura, non posso fare a meno di urlare:

"È un Delitto!!! Delitto! Delitto! Delitto!
Usare Carletto Darwin in questo modo!
Lui non ha mai fatto male a nessuno!!
Darwin ha solo scritto un libro sull'evoluzione!!
Non è giusto!!! "


In compenso, però, domani esco di galera.
Potete smettere di portarmi le arance.
Meccaniche.

sabato 10 novembre 2007

C'HO I POTERI


E' in momenti come questo che tornano utili i film sui super eroi.
La potenza è nulla senza il controllo.
Da un grande potere derivano grandi responsabilità.
E' la macchina che sceglie l'uomo...


Mi sa che quest'ultima non era così calzante.

Sta di fatto che stamattina il mio page rank
su blogbabbiol è passato da zero a tre.
Una specie di magia,
visto che non ho mai partecipato ad un meme.
Per chi non avesse la più pallida idea
di cosa sto dicendo, faccio un breve riassunto.

Dicesi page rank un numeretto fetente che cresce in base a quante citazioni ricevi da altri bloggers e pagine web. Più grosso è, più sali nella classifica di blogBabel. Ecco perché, a volte, curiosando in giro, trovate su venti blog di fila lo stesso post, con piccole varianti, e sotto una Shindler's list di amici parenti e concittadini.

Tornando a noi...
L'unica conseguenza, fino ad ora,
è un tatuaggio sotto la pianta del piede
che fino a ieri non avevo.
Potete ammirarne uno simile nella sovrastante foto esplicativa che ho trovato nel catalogo di postal market.

Ho controllato ogni angolo di casa per trovare un ragno radioattivo,
una scatoletta di Caramelle Valda gusto spinacio avariato,
un coltellino svizzero con lo stemma della gran bretagna.

Ho telefonato al call center per gli ufi del sommo poeta Eddiemac,e in joint venture con gli autori di Amici di Maria de Filippi, siamo giunti alla conclusione che sia una mutazione genetica degenerativa, a metà strada tra i crop circles e il collo del piede di Alessandra Celentano.

Adesso devo solo imparare a controllare il potere del pagerank.

E' da stamattina che mi esercito
a spostare gli annunci google col pensiero.
Sono in grado di far impallare twitter
toccandomi il naso con la punta della lingua.
Potrei mandare in manutenzione Splinder con molto meno.
Ma sarebbe come sparare sulla croce rossa.

Per un attimo sono persino riuscita a
fermare l'orologio di windows,
ma sospetto sia stato il maggiordomo.


Ora ho capito!
Mentre io credevo di curare una banale sinusite,
il mio corpo stava combattendo una lotta senza quartiere alla speculazione edilizia su second life.

Purtroppo comincio a pensare che abbiamo perso.

PS: Detto tra noi... Secondo me blogballotta si è sbagliato.

giovedì 8 novembre 2007

DO RE MI FA L'AREoSOL

Sono tornata tra voi.
Google reader segna più di duecento post non letti.
Visto questo, l'ho frettolosamente chiuso,
e sto raccapezzandomi un link alla volta.

Qualcuno di voi troverà tra le proprie pagine
un mio commento più insensato del solito.
Non perché io l'abbia scritto con la febbre,
ma perché tengo aperte troppe pagine.

Ma QUANTO avete scritto in una settimana?!

Comunque, la vacanza ai tropici mi è servita a smascherare una magagna degna di striscia la notizia.
Le case farmaceutiche, verso la fine dell'inverno,
approfittano degli aerosol rimasti invenduti
per produrre le famose bombette puzzolenti
che vanno per la maggiore a Carnevale.

E comunque io vorrei conoscere quel cane di designer che ha progettato il mio inalatore.

Ho calcolato che la distanza tra i due tubicini
che dovevo infilare giornalmente nel naso
è esattamente il doppio di quella effettiva tra le mie narici.

Il leggero gonfiore fisiologico potrebbe ridursi, prima o poi.

sabato 3 novembre 2007

POST IT

Carissimo utente google,
l'informazione da Te richiesta non è al momento disponibile.

Non importa se Tu stessi cercando le
immagini glitter di che guevara,
mazinga ballerino & friends,
o un rivenditore on line
per acquistare un catetere sado maso.

Ci scusiamo per il disagio arrecato
dall'apertura di questa pagina,
che scaricherà automaticamente
al primo riavvio del sistema operativo
un trojan dominator 3000*
sul Tuo onorevole disco fisso.

Pur rimanendo fermamente convinti
che dovresti cambiare spacciatore,
consigliamo altresì di rimuovere
il pallino dall'opzione "mi sento fortunato".

Ottimismo è arrivare da queste parti
convinti di trovare una risposta...

Per la felicità ci stiamo ancora attrezzando.

*Offerta valevole anche per l'estero.
Astenersi ragni ed ostrogoti.

mercoledì 31 ottobre 2007

L'ANTRO DELL'ARCHITETTO

Gli architetti amano le lampade.
Questo assunto è valido tanto quanto
"the pen is on the table".

Se avete capito questo
andrete molto daccordo col vostro amico architetto.
Ed entrando in casa sua non gli chiederete se
arrotonda facendo il rappresentante per Artemide.

Molto spesso, pensando di non possederne abbastanza,
ne autoproduce in stile art attack.
Quasi sempre in fil di ferro e carta di riso,
quasi esclusivamente con le lucine bianche di natale
che fanno tanto vorrei farla coi led, ma non posso.

L'architetto è di sinistra per costituzione.
A prescindere dalle convinzioni politiche di base.
Perché è troppo difficile superare il senso del ridicolo
che si prova di fronte all'espressione intellettuale di destra.

Così invece può ammazzarsi di canne
e dare feste impegnate dove la gente si sente libera di sedersi per terra o ballare la pizzica, discutendo di tutto fuorché di architettura.

La lampada d'ambiente in questi casi è un must.
Non produce luce, ma appunto, fa molto ambient.
Bordello russo o fumeria d'oppio, poco importa.

L'essenziale è che l'illuminazione non sia sufficiente a distinguere, tra la folla degli imbucati, i quindici invitati di partenza.

lunedì 29 ottobre 2007

FRASI SFATTE

Carissimo esemplare di uomo, dico a te.
Se sei un eterno romantico e leggi quanto segue, la tua ammirazione per il genere femminile potrebbe vacillare e precipitare definitivamente.
Ma forse, in compenso, potresti entrare a far parte di quel due per mille di consumatori consapevoli che maneggiano le femmine come provetti artificieri.

Sappi che chi dice donna, dice nitro.
Smanacciare con prudenza.
Tenere lontano da fonti di calore, perché più fa caldo, più abbiamo freddo.
E soprattutto, non accennare a date di scadenza o rottamazione.
Neanche sotto minaccia.

Cosa: "Dici che sto invecchiando?"
Coso: "Per la tua età ti tieni bene, cara."

Specialmente se di anni ne abbiamo ancora meno di trenta.
Ma tu fai conto che anche a settant'anni valga lo stesso principio, e andremo sempre daccordo.

"E' interessante la tua amica!"

Soprattutto se l'amica è carina.
Se invece è un mitile inguardabile,
via libera: passerai per uno sensibile.

Coso:"Muoviti a prepararti!"
Cosa: "Anche tu, però."
Coso: "Io faccio subito."

Specialmente se, quando alla fine siamo pronte,
sei tu a doverti ancora lavare, vestire, spegnere il computer, impacchettare una marmitta per spedirla fermo posta, ridacchiare davanti alla televisione, pulire i moscerini dal casco della moto.
E nel frattempo a noi non resta che sudare nel cappotto, con le chiavi della macchina in mano.

"Lascia fare a me, che lo faccio meglio."

Se anche fosse vero, non ci interessa.

"Mia madre faceva in un altro modo."

Come sopra.
Anche peggio, se possibile.
Puoi sostituire qualsiasi cosa al "faceva":
l'iritazione non cambia.

"Attenta a non romperlo."

Specie dopo che tu ci hai distrutto, nell'ordine:
una coperta in pizzo versandoci l'attack,
l'antenna della televisione,
la nostra maglietta preferita,
la sostituta della maglietta preferita,
e un set completo di tazzine da caffè.

"Dovresti curarti di più dentro casa."

Per protesta potremmo arrivare ad uscire in ciabatte, piuttosto.

"Non hai steso i calzini come piace a me."

E quindi la prossima volta non li stenderemo proprio.
Mi sembra logico.

Ma la summa di tutte le disgrazie oratorie è questa combinazione letale.
Una vera e propria killer combo da usare solo se non hai il coraggio di mollarci.

"Forse non dovresti mangiare tutto quel cioccolato."

Io lo dico per te.

Poi, se hai istinti autolesionisti, fai pure.
Puoi anche finire l'ultimo quadretto di fondente e metterci in mano un coltello a serramanico.

Il giudice ci accorderà la legittima difesa.

domenica 28 ottobre 2007

I CONIGLI ROSA UCCIDONO

Lo diceva il mio amico Dylan Dog.
Ma io avevo il coniglietto Mario.
Un giorno vi parlerò di lui.
E avevo Bugs bunny.
E Roger Rabbit.
E Harvey.
E son cose, queste, che un fumetto non potrà mai capire.
Anche se somiglia a Rupert Everett e di professione fa l'indagatore dell'incubo.

I tempi però sono cambiati.
Avremmo dovuto intuirlo quando le pubblicità cominciarono a popolarsi di coniglietti iperattivi con una pila alcalina insuppostata proprio lì dove non batte il sole.
Quale bestia onesta avrebbe mai accettato di farsi una tinta simile?

Competitivi come gli higlander.
Perché alla fine ne resterà uno solo.
Disonesto, per giunta: sono vent'anni che si dopa indisturbato.
Perché i fessi sono gli altri, che si ostinano ad usare le comuni zinco-carbone.

E se non fossimo pecoroni pure noi, lo capiremmo che un coniglio vero non può campare così a lungo.

Io ho sospetti anche sul Tippete di Bambi.
Secondo me quello comunicava in morse con i cacciatori che fecero fuori la mamma di Bambi.
Ecco perché tutto quel battere di zampa.

La conferma mi è arrivata col coniglio di Donnie Darko.
E la certezza, infine, la devo al coniglio mannaro di Wollace&Gromit.


Ai giorni nostri una nuova generazione minaccia di impossessarsi del pianeta.
Sotto mentite spoglie tende le avide zampette verso i poveri web addicted.
Come nei film sugli alieni o sui robot cattivi.
Una minaccia con un nome raccapricciante.
Nabaztag.
Prossimamente su questi schermi:
IL SIGNORE DEI CONIGLI.

L'unico coniglio buono è un coniglio morto.

giovedì 25 ottobre 2007

IN LIBRERIA

Interno giorno.
Cate e Deliziosamente cretina gigioneggiano in mezzo alla carta stampata e patinata.
Una signora legge con gusto la terza di copertina di un libro.

Cate: Se non fai la brava ti regalo l'ultimo di Fabio Volo.

DC: Magari! A me piacciono questi libri un po'...
Cate: "Frivoli"?

DC: Veramente io stavo dicendo "senza pretese".

La signora poggia il libro e se ne va.
La cassiera ci guarda con riprovazione.

Fabio Volo ci chiederà i danni.

martedì 23 ottobre 2007

THE GONG IDENTITY


La signora qua sopra non sono io,
ma la mia segretaria interiore
in una foto di repertorio.

Ha chiesto un time out più di sette giorni fa.
Ma la sottoscritta, francamente, se n'è infischiata.

Allora la sciura è entrata in sciopero.
Si è data al consumo indiscriminato di endorfine
che ha autoprodotto in non so quale distilleria abusiva
tra cervelletto e corpo calloso.

Ha seviziato ogni singolo neurotrasmettitore disponibile,
propinandogli una collezione completa delle più belle puntate di Ciao Darwin.

Attualmente risiede in una specie di limbo neurovegetativo da cui continua a scrivere lettere anonime al mio super Io, per convincerlo ad esautorarmi e ad inserire la guida automatica, prima che sia troppo tardi.

Dice che non posso continuare a fare questa vitaccia dissoluta.
Che leggere e commentare in modo sensato sessanta post insieme ai relativi commenti ogni giorno richiede una dieta a base di idrocarburi liquidi, una nullafacenza pressochè completa, e un fidanzato molto più assente di quello che mi ritrovo.

Per commento sensato intendo qualcosa di più dei soliti:
"Mi hai fatto ridere"
"Hai proprio ragione"
O, in questo caso specifico:
"Ma insomma, chi cavolo è Gong?!"

Per idrocarburi liquidi,
intendo idrocarburi liquidi.

Per fidanzato assente intendo uno che vedi due volte a settimana,
quando e se hai deciso di uscire,
carina e truccata come una diva di Hollywood,
profumata come una commessa di Douglas.

Mentre invece io col mio ci abito,
e non mi accorgo più nemmeno se si è fatto la barba
o se è stato sbranato dal cane dei vicini,
se non viene, sanguinante, a scrivermelo in un commento.

Motivo per cui, dopo aver resistito lungamente
alla sciura diabolica di cui sopra,
nonché al fidanzato ormai geloso solo del computer,
vi informo di aver patteggiato la seguente riabilitazione.

D'ora in poi continuerò a leggervi e commentarvi tutti.
Ma disapproverò silenziosamente chi posta ogni giorno più volte al dì.

Perché sono invidiosa di tanta creatività, ovviamente.

sabato 20 ottobre 2007

IL NICK-NAME DELLA ROSA.

Può capitare che un'amica ti chieda di aiutarla a scegliere il suo nick.

Amica: Lo vorrei giapponese.
Shinobi non me lo accetta, è già stato preso.
Cate: Prova Masako.

Amica: Fa troppo signora di mezza età.
Vorrei un nome fresco, da ragazzetta.
Cate: Dobbiamo assolutamente scoprire come si dice Deborah in giapponese.

Amica: Ma anche un nome che evochi leggerezza.
Pois, per esempio.
Però è troppo corto.
Cate: Puntino fa un filino troppo prosaico, vero?

Amica: Anche taffetà non sarebbe male.
Solo che in francese lo hanno già preso.
In iraniano non è abbastanza lungo.
In italiano non mi piace.
Cate: ...

Amica: Oppure un cartone animato.
Memole, per esempio!
Era così carina.
Cate: Ossignur.

Amica: Solo che anche questo è già stato preso.
A questo punto mi butto sulle figure retoriche.
Litote!
"litote" è perfetto!!!
Cate: Ti rispecchia anche come persona.

Amica: Ma non è possibile...
Anche questo mi hanno già preso.
Litote con la L maiuscola proprio non lo voglio.

Cate: Tu però contattala, sta' litote con la l minuscola.
Secondo me avete molto in comune.
Amica: ...

Cate: Ce l'ho: "Deliziosamente cretina".
Amica: Lo spazio tra le due parole non si può mettere.

Cate: Ah! peccato però.

giovedì 18 ottobre 2007

SENZA TITOLO

C'è un momento in cui la giostra si ferma.
Non è necessario che tu l'abbia deciso.
A volte avviene così.
Che non l'hai preparato.
O desiderato.
O temuto.

Avviene e basta.

E ti soffermi sulle cose da nulla.
Indugi sui tasti perché le mani vogliono scrivere.
Ma cosa, ancora non lo sai.

Succede che spegni il senso critico,
la tua corazza a doppio taglio,
e ti perdi nel divagare dei tuoi pensieri.

Stasera la vertigine si fermerà sul tasto "pubblica".
Guarderà avanti e indietro,
sull'orlo di un'indecisione solo accennata.

Poi anche queste parole cadranno nel calderone che tutto ingoia.
Che considera vecchio ciò che ha già consumato.
Anche se vecchio non è.

Solo che è già detto.

Come le vergogne e le polemiche sui giornali,
quando tutto sembra drammatico,
finché un giorno ti svegli e un altro scandalo le ha sommerse.

In fondo sarebbe più facile se le sensazioni bruciassero a questa velocità.
Senza lasciare traccia.
Sarebbe più facile perdonare.
Perdonarsi.

Accettare,
semplicemente,
che in un mondo così veloce,
si deve imparare a cicatrizzare più in fretta.

martedì 16 ottobre 2007

TELEFILMAMI TUTTA

Siamo la telefilm generation.
Dopo i cartoni animati sono stati i telefilm la nostra balia asciutta.

Ci abbiamo fabbricato sopra tutto il sistema dei riferimenti familiari.
Ecco perché, poi, uno si arrabbia coi genitori,
se non gli fanno come minimo due sorelle e tre fratelli.

O ci rimane male, una volta appurato di avere
lo stesso e identico nasone di papà,
mentre invece i Robinson non avevano due figli due
con lo stesso colore della pelle.

Io poi confesso di non aver ancora capito la differenza
tra i genitori normali e quelli in blue jeans.

Siamo cresciuti identificandoci in individui potenzialmente psicotici. A tratti materialmente pericolosi.

Prendi un Mac Gyver, per esempio.
Che tu gli dai una penna ed un cavatappi,
e lui ne ricava un lanciafiamme.
E' per colpa sua che il mio ragazzo smonta qualsiasi cosa
gli capiti a tiro.

Abbiamo confidato nei supereroi.

Quelli che quando tiravano un cazzotto
facevano comparire in aria una scritta onomatopeica colorata
con un punto esclamativo in fondo.

Oppure andavano in giro con costumini assolutamente retrò,
pieni di stelle e fasce dorate tra i capelli,
che manco l'omino Galbusera...
E poi andavano al lavoro con gli occhialoni
da segretaria sexy ma anche un po' cozza.
(Leggi Wonder woman).

Oppure che erano vivi per miracolo.
E potevano aprire la porta di un bunker con l'unghia del mignolo.
E scusateli se è poco.

Molti adolescenti hanno acceso ceri chiedendo che
Brenda e/o Kelly, prima o poi, tornasse con Dylan.
Io francamente dormivo ugualmente bene, la notte.
Ai compagni di scuola che mi dicevano cose tipo:
"Loro sono come noi"
Io rispondevo che secondo me erano i Visitors, tornati sul pianeta terra dopo l'insuccesso degli anni ottanta.

Abbiamo condiviso i dolori del giovane Dawson e della di lui cricca.
Le ragazzine hanno odiato Joey.
I ragazzini invidiato Pacey.
Nessuno poteva vedere Dawson.
Ma si sa che gli eroi romantici non tirano più da un pezzo.

Qualcuno ha adorato due donne insopportabili,
madre e figlia,
che parlavano in continuazione
senza mai sputare un attimo...
Mettendo a dura prova doppiatori e stomaci deboli.
Io non sono tra quelli.

Abbiamo sognato di avere amici che sapessero fare cose fuori dal comune.
Io adoravo automan.
Adoravo cursore.
E quella macchina che sterzava in linea retta a velocità agghiaccianti.

Che poi adesso si lamentano che la gente corra in macchina...
Ad automan non l'ha mica mai multato nessuno.

E quel celeste elettrico che spuntava appena sotto lo smoking deve aver introdotto ai bollori dell'età adulta più di una ragazzina.

Abbiamo partecipato ai sogni di gloria di cantanti e ballerini.
Che dopo quel telefilm nessuno li ha più visti sulla faccia della terra.
E quindi rettifico.
Abbiamo partecipato ai sogni di gloria infranti di cantanti e ballerini.

Abbiamo invidiato David Hasselhoff, alias Mitch Buchannon, alias Michael Knight.
Prima per la Super car.
Poi per le bagnine che corrono corrono corrono.
Adesso per il conto in banca, suppongo.
(chi ha colto la citazione vince un cenno d'approvazione)

Infine, oggi, ormai assuefatti,
ci abbrutiamo regolarmente
con serie su medici, avvocati e poliziotti.
Come se al mondo non esistessero
altri mestieri degni di telefilm.

Ma parlerò anche di loro,
prima o poi.

venerdì 12 ottobre 2007

LE DIECI COSE CHE ODIO DI TE

Premesso che anche se vi rileggete in qualcuno dei seguenti aspetti, ciò non significa che mi stiate del tutto e senza scampo sui maroni.

Se vi leggo vuol dire che vado oltre le apparenze,
e un briciolo di luce, in fondo al tunnel,
l'avrò pur visto.

Esistono tanti modi per rendersi insopportabili.
Difficile metterli tutti insieme,
ma facilissimo caderci senza rendersene conto.

Dopo un sentito brainstorming con gli amici di jaiku,
ecco a voi le dieci cose da non fare se non volete risultare insopportabili ai più.

O attirare potenziali maniaci sessuali.

1)Hai trent'anni o poco meno,
l'età della menopausa si avvicina...

Per quanto tu sia giovanile,
la scritta glitterata di Hallò Kitty poco ti si addice.


(E oltretutto non si legge)

2)Capisco che ami i gatti.
Lo hai scritto in tutti i modi,
con ogni bannerino possibile e immaginabile,
col nick e con l'avatar,
con le icone votive e con i leccacuccioli di corredo...

Ma non puoi postare ogni due giorni le foto dei tuoi beniamini.
Ormai chiamo per nome ogni singolo pelo del loro culo.

Acari compresi.

3)Comprendo perfettamente che il tuo ego è cresciuto a dismisura.
Che la classifica di blogbaracca si è presa il tuo cervello
e lo sodomizza, ininterrottamente, da mesi.

Ma a me,
della tua influenza,
non me ne po' fregà de meno.

Soprattutto visto che non hanno ancora identificato il ceppo per sintetizzare la cura.

4)Posso accettare che tu sia povero ma bello.
La pubblicità, in fondo, è l'anima del commercio.

Ma io, ti giuro, nella tua pagina di pubblicità,
ho difficoltà a trovare i post.

Oltre al fatto che la logica degli adsense spesso mi sfugge...

Com'è possibile che se tu fai un pezzo in sostegno
dei monaci buddisti martoriati dalla dittatura,
Google mi propone viaggi alla scoperta della Birmania autentica?!

5)Appurato che i tag servono a trovare
più velocemente un articolo all'interno di un blog.

Appurato che ognuno è libero di scegliere le parole chiave che preferisce.

Anche di ripetere tutto il post e aggiungerci qualche parola trendy a caso.
(Esempio di Lazbaj :"ieri"," ho", "bevuto", "una, birra", "e", "mi", "sono", "grattato", "il"," çulo", "ca§§o", "4iga", "sesso", "web2.0", "google")

Fammi capire, geniaccio che non sei altro,
per quale motivo ad un post di venticinque parole
devi per forza assegnare ben diciotto tag.

Fai esercizio di scrittura ermetica o cosa?

6)Non so quale infanzia tu abbia avuto.
Magari ti obbligavano a vestirti solo di bianco
e a scrivere lettere dell'alfabeto grandi come un foglio A4.

Ma adesso tutto ciò è finito.
Capisci?
Fi-ni-to.

Esci da questo corpo 8 bianco su sfondo nero.
Non attaccarti al lavoro del mio oculista.

7)Hai un sito fighissimo.

Ci manca solo Ambrogio che mi offra un ferrero Rocher ad ogni accesso.
Solo che ogni volta che cerco di caricare la tua pagina ci metto due ore.

Non è che sarà il caso di togliere qualcosina?

8)Vieni sul mio blog,
guardi le figure,
mi fai i complimenti
e mi proponi lo scambio di link.

Almeno fermati a fumare una sigaretta,
dopo.

9)Linki in continuazione le stesse tre, quattro persone.
Rispondi solo a loro, nei commenti.

Io che ti leggo e commento da mesi non so se esisto per te,
o viviamo in due universi paralleli.

Ho paura di svegliarmi, un giorno,
e ritrovarmi nella schiena la pallottola del Sesto Senso.

10)Hey, tu!
Dico proprio a te...

Cioè, volevo dire a me...

La finisci di scrivere post stronzi come questo?!

PS: Adesso non so su quanti ceci ardenti mi farà camminare l'amico Kabalino, che non fa nessuna di queste cose...

mercoledì 10 ottobre 2007

CONVERSAZIONI PRE-ESAME

Il professore arriva zoppicando lievemente.
Saliamo insieme in dipartimento, con l'ascensore.

Cate: Tutto bene?
Professore: Oggi ho la sciatica.

Cate: Anche io l'ho avuta.
Professore: E come ha risolto?

Cate: Sono dimagrita e ho smesso di portare i tacchi alti.
Professore: ...

Cate: Ovvio che la soluzione non faccia al caso suo.

martedì 9 ottobre 2007

QUOD NON FECERUNT BLOGGERS... FECERUNT TUMBLERINI

Dopo la personalità confusa è arrivata anche la persona depressa.
C'è chi non ci dorme più la notte.
Chi fa sistemi e contro-sistemi per scovarla tra i propri contatti twitter.
Chi è convinto di sapere,
e chi, fondamentalmente, se ne frega.

Vale a dire il 99,95% dei bloggers italiani.

Se fosse estate sarebbe un tormentone.
Ma essendo gli ombrelloni chiusi da un bel pezzo,
è diventato una specie di giallo a puntate.

Con tanto di vittime predestinate e illustri.
Sempre le stesse, oltretutto.

Lo spirito di Zorro è con lei.
La satira blogbabelica, in fondo, diverte e incuriosisce.
E' quasi un onore essere nominati.

Io che conto quanto il due di bastoni,
confesso di aver gongolato
come se mi avesse preso in giro la Littizzetto in persona...
E faccio presente che sono stata paragonata ad un CATEtere.
Ma dico io...
Parafrasando Arbre Magique gusto mango...
WHY CATETERE?!

Se non altro, ero in accoppiata con Nostra Signora dei twittatori.

Per concludere, ecco il Cate pensiero in proposito...

Certi tumbleblogs sono veri e propri Blogger's digest.
Altri sembrano statue di Pasquino.

Il re è nudo.
Povero re.
(E povero anche il cavallo)

Chi cita invita...
A parlare di sè.
E tanto di cappello alla persona depressa che ci è riuscita.

sabato 6 ottobre 2007

PRIVACY, QUESTA SCONOSCIUTA

Da quando ho aperto questo blog,
la pazienza del mio ragazzo è stata messa a dura prova...

Ormai gli amici gli mandano messaggi di questo tenore:
"Ho letto sul blog di Cate che avete una nuova ragazza a casa...
Ma dove l'avete messa? Nello sgabuzzino?!"


Dopo questo post,
ho il fondato timore che tornerò single.

giovedì 4 ottobre 2007

PERCHE' CI VUOLE ORECCHIO

Anzi parecchio.
E io non ce l'ho.
Quando dormo, almeno.

Stanotte alle cinque, la mia nuova compagna di casa è rimasta chiusa fuori dalla stamberga.
Sul pianerottolo.

Praticamente un imbarazzo pari solo a quello che provo
nell'incubo ricorrente in cui discuto la tesi in mutande.


Perchè il palazzo pende e la porta si chiude da sola.

Ovviamente, si è attaccata al campanello.

Se ci fossi stata solo io avrebbe potuto suonare anche le trombe dell'apocalisse, senza peraltro riuscire a schiodarmi dal cuscino.

Come quella volta che si incendiò un'ala dello stabile,
e Uma, venendomi a chiamare,
si sentì rispodere che non le credevo e
che era solo un pessimo trucco
per estirparmi dalle amate lenzuola.



Mi svegliai appena in tempo per vedere un vecciasino mezzo abbrustolito, portato fuori a braccia dai pompieri con tutta la poltrona.

Col telecomando ancora in mano.

Che lui voleva solo vedere Uno mattina.

Niente da stupirsi quindi,
che sia stata proprio Uma a soccorrere la malcapitata nottambula.

K-pax il mattino dopo ha riferito
di aver sentito le voci.

Io le voci le sento per i fatti miei...
Ma stavolta proprio nulla.

Un giorno,
magari dopo un terremoto,
leggerete il mio nome sul giornale.

Quel giorno ricordatevi di questo post.

FREE BURMA


CHE L'URLO DEL SILENZIO POSSA ESSERE ROTTO DAL
CORO DELLE
NOSTRE VOCI.

martedì 2 ottobre 2007

UNA DONNA

Strinse i denti a negare
singhiozzi d’orgoglio insultato.


La caviglia fasciata di pelle,
sfidò il marciapiede.

Quattro passi più avanti di lui
che parlava a se stesso
un film muto stringeva d’assedio
i suoi boccoli sciolti.

“T’accompagno alla porta”
le disse cercando conferma.

Era già per le scale


un respiro
di vaga tristezza
disarmata ed avvinta
in un nero caftano di lana.


“Un buon cuore non basta”
le dissero i muri dipinti
“i gioielli, le labbra,
i tuoi occhi di vetro intagliato
sono armi volgari,
conquistano pallidamente.”


Sulla porta già chiusa
sostò per un attimo intero
quasi a chiedere all’anima
un velo,
un mistero visibile
più elegante dell’ombra
che aveva esiliato sul fondo.

lunedì 1 ottobre 2007

SONO TORNATA!

Volevo stupirvi con effetti speciali.
Ma qui si fa demenza, non fantascienza.

Durante la prigionia credetti di avere un'illuminazione.
Solo ore più tardi compresi che era semplicemente tornata la luce.

Tuttavia qualcosa continua a non tornarmi...
I fatti non mi cosano.
Notate alcunché di diverso?!

Special thanks to Marcodesignz per i preziosi suggerimenti.

venerdì 28 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA


Questo blog è stato preso in ostaggio dal fronte nazionale di liberazione Trolls.
Fino a data da destinarsi, come tradizione vuole.

Categong è stata costretta a firmare questo post,
senza neanche averlo letto.

Noi trolls chiediamo di essere tutelati dalla legge
in quanto appartenenti ad una minoranza etnica del web.

Noi siamo quelli che non hanno preso per il pubblico di Uomini e donne.
Siamo la mosca senza cui la cacca non ha senso.
Siamo il karma che vi punisce per i delitti delle vostre vite precedenti.

Invochiamo quindi le quote troll.

Chiediamo cioè di non essere tagliati fuori dai commenti.
Che nutriate il nostro ego masochista.
Che ci insultiate senza remore,
insieme a tutti i vostri commentatori abituali.

Come natura vuole.
E come auditel richiede.

Perché il blog non è bello se non è litigarello.

Ps: Segheremo tutti i commenti che non rispecchino lo spirito troll.

mercoledì 26 settembre 2007

LA CAFFETTIERA DELL'ARCHITETTO

Perchè si sa, gli architetti sono una categoria di masochisti.
Ma anche di poeti, santi e vaneggiatori.

Sto sfogliando questo libro.

Curiosando in rete ho trovato una serie di oggetti introvabili davvero succulenti.
Alcuni sul sito di Jacques Carelman.
Altri sui siti di chi a Carelman si ispira lanciando concorsi di idee.

Come tutti sanno, il mio indirizzo di laurea è in disegno industriale.

"Io ne ho viste cose,
che voi umani non potreste immaginarvi.

Maggiolini Volkswagen diventare gommoni
al largo dei bastioni di Orione.

E ho visto distese inutili di fibre ottiche
balenare nel buio vicino alle porte usb di Tannhäuser.

E tutti quei disegni andranno perduti in soffitta...
come pixel nel refresh.

È tempo...di costruire."

martedì 25 settembre 2007

QUESTIONE DI HEROES

Io adoro il tizio giapponese.
Davvero.
Guardo il telefilm solo per lui.
Per le sue smorfie da sala parto.

Mai che gli riesca di andare dove vorrebbe:
praticamente è un Ralph supermaxieroe
elevato all'ennesima potenza.

Geniale.

Per il resto, X-men con patate.

Intendiamoci...
Con tutti i prescelti che ci sono in giro tra films e telefilms,
ad un certo punto cominci a credere che qualcuno lo abbiano trovato pure nelle patatine.

Ci manca solo che arruolino lo scoiattolino delle vigorsol,
e la frittata è fatta.

Non riesco ancora a decifrare secondo quale algoritmo
uno possa risalire a nome, cognome e indirizzo
di una probabile mutazione genetica.

Perché allora dovrebbe essere uno scherzo
scoprire se uno paga o meno le tasse.

Che poi, all'inizio si parlava di evoluzione della specie,
e ad un certo punto si scopre che sono cancri terminali.

Facessero pace con il cervello, gli autori.

Infine, spiegatemi come mai,
nei telefilm,
se sei invulnerabile,
ti tocca morire ogni venticinque minuti.

Ogni volta in un modo più cretino di quella precedente.

domenica 23 settembre 2007

MEME NON MEME

Ho sfogliato la mia margherita.
Non MEME.
E non me-ne voglia Alesstar.
Ma mi viene l'urticaria solo a pensare di farlo, un meme.

Come tutti sanno, ho passato qualche giorno a Bergamo alta per un matrimonio italo-irlandese.
Alla fine sono tornata a voi con sconvolgenti rivelazioni di cui voglio farvi partecipi.

A Bergamo alta c'è un negozio che vende esclusivamente calosce di gomma.
Incredibilmente, la gente le compra.
Anche in piena estate.

Le irlandesi, ai matrimoni, si vestono solo di rosa e di celeste.
Come tanti teneri confettini biondi.

I bergamotti sono maestri di guida creativa.
Sarà per via delle troppe corsie a disposizione.

Quando la Mattel ha lanciato la barbie sposa,
pensava ad una sposa irlandese.

I bergamini si fidano del prossimo.
Tutti, tranne uno che aveva il portone di casa identico al nostro.
E ci ha trovati più di una volta con le mani nella marmellata.
Cioè con le chiavi nella toppa.
L'apice è stato raggiunto quando certi amici hanno scambiato, a loro volta, i due ingressi.
Pare che li abbia inseguiti con una spranga, al grido:
"Nun ghè mìa nulla da rubar chì!"
Ma le versioni sono contrastanti.

Gli irlandesi potrebbero incenerire con il solo sguardo un etilometro,
a qualsiasi ora del giorno o della notte.

Oltre alle mine anti-uomo,
esistono anche i ciottoli anti-donna-col-tacco.
E Bergamo ne è la patria d'elezione.

Se abitassi con mia cognata diventerei stitica.
In tre giorni sono riuscita a vedere il bagno per soli quindici minuti netti.

Praticamente un record.

mercoledì 19 settembre 2007

IN CHIAVE IRONICA (non il solito post sulle chiavi di ricerca)

Cate miao
era il mio gatto luminoso.
Lo trovai su internet, insieme alla pancera wonderbra,
l'arpa in kit,
e l'insetticida per topi.

Passammo l'estate tra le tette,
facendo il test dello zerbino sotto l'ombrellone.

Ridevamo come deficienti
scrivendo articoli sulla bambola assassina,
o sulle origini della tortura della goccia.

Aggiungevamo cellulite alle foto della Canalis,
acari di piccione nelle immagini al microscopio,
e muffe nelle protesi silicone.

Grazie a lui scoprii che volevo la
patente b e insieme scoprimmo come si poteva comprare.

L'animaletto non era troppo educato.
Dovetti sperimentare metodi alternativi per farlo stare buono:
le torture medievali sessuali lo eccitavano.

Era anche un tipo tecnologico,
Quindi, Perchè lavarsi lo volle spiegato in power point.

Ciò che mai ci fu verso di fargli comprendere è che il
galateo proibisce con una certa linearità di sputare nel piatto.

Lui mi svegliava nel cuore della notte con domande esistenziali.
"Roomba funziona?"
Mi chiese una volta.

Ed io,
da madre snaturata,
lo lasciai ai suoi dubbi,
mettendogli in mano l'ennesimo
oggetto che non si toglie da terra in second life.

Il giorno dopo, guardai nella sua lettiga,
ed era scomparso.

Lui, la fiat tetta,
e la mia collezione di riviste specialistiche
su ozono e verdura.

domenica 16 settembre 2007

MI CHIAMO CATE, E SONO UNA BLOGGERIZZATA


Vi ho fatto credere di aver fatto un mucchio di cose, negli ultimi dieci giorni.
In realtà ero in una lussuosa clinica californiana, a disintossicarmi.
I commenti che lasciavo in giro erano soltanto il mio metadone personalizzato.

Non è stata una passeggiata di salute.
Ho visto persone ridotte peggio di me dalla dipendenza.

I medici fornivano pastelli colorati e penne d'oca per stimolare le compromesse capacità calligrafiche dei pazienti.

I più disperati reagivano cercando di inserirli in qualsiasi orifizio disponibile,
manco fossero chiavette usb.
Oppure ne sbattevano la punta contro un muro,
per poi lamentarsi per la mancata apertura di una finestra.

I malati scrivevano post in posti impropri.
Alcuni addirittura sulle tovaglie, con gli avanzi della cena.
Ho visto più di un inserviente pestato a sangue al grido:
"Stiamo aspettando i commenti".
Solo perché aveva timidamente manifestato il desiderio di sparecchiare.

I twitters facevano casta a sè.
Seduti in circolo.
Con lo sguardo assente di chi ascolta random.
Le loro discussioni si configuravano come veri e propri dialoghi dell'assurdo:
ogni tanto uno si alzava in piedi e rispondeva ad una frase di mezz'ora prima.

Il più carismatico, il twitter onanista,
non seguiva nessuno, ma sproloquiava a vanvera.

Quello ninfomane, invece, seguiva tutti.
Ma a lui non lo seguiva nessuno,
perchè in fondo spammava come un dannato.

Le risse tra bloggers erano all'ordine del giorno.
Ci accusavamo in continuazione di plagio.
Ci insultavamo ferocemente fino al sedicesimo antenato,
storpiandoci vicendevolmente il nick.
Io stessa sono stata più volte chiamata Catebomb, Catetont, e quant'altro.

Per non parlare dello spionaggio industriale.
Roba machiavellica ad alti livelli.
Questo post in realtà (qui lo dico e qui lo nego)è interamente copincollato dal tovagliolo di una blogstar che resterà rinchiusa fino al 2009.

Il momento clou erano le sedute di auto aiuto.
Venivano fuori tutte le perversioni.
I segreti più inconfessabili.

C'erano gli schizofrenici, che si commentavano da soli con altri nomi.
Facendosi i complimenti, ma anche autoinsultandosi, a volte.

C'erano quelli che sentivano la mancanza delle faccine nella vita reale,
e quelli che odiavano,
nell'ordine:
le faccine,
gli amanti delle faccine,
e a volte anche i medici,
se li sorprendevano a fare una faccina.

Io ho dovuto confessare l'inconfassabile.
Ma questa esperienza mi ha insegnato tanto,
e voglio farvene partecipi.

Mi chiamo Cate, e sono una bloggerizzata.
Sappiate che amo restare in pigiama tutto il giorno,
non sono in grado di stare ferma mentre parlo al telefono,
e in mancanza di chewingum,
mastico la carta scottex.

Quella senza conservanti, però.

sabato 15 settembre 2007

FUORI DAL TUNNEL

Come promesso, eccomi di ritorno.
Gli omini li ho mandati a giocare a pallone sulla superstrada.

Le donnine hanno preferito darsi all'alcol.
Temo che dieci anni di analisi potrebbero non bastare, per restituire loro l'autostima perduta.

Finchè la barca andò, rimasero illibate.
Appena scese dal dieci metri digitale si sono rifatte con un principe azzurro che nell'imbarazzo della scelta, faceva provare la scarpina un po' a tutte.

Il professore ha approvato la barca e firmato il libretto, senza neanche rendersi conto che stava partecipando ad un reality show di ultimissima generazione.

Nel frattempo io e k-pax abbiamo finito di comprimere i rispettivi effetti personali,
e adesso viviamo in una gabbietta per canarini che serve da studio, camera da letto, e salotto.
Sembra di stare in campeggio, ma ci stiamo già abituando.

Siccome gli esami non finiscono mai,
ieri ho preso anche la patente.

E detto questo, aspetto pazientemente che facciate gli scongiuri,
le solite battute sul'incremento dei pericoli sulle strade,
Sulle donne al volante,
e sul fatto che vorreste essere informati, casomai mi venisse la bizzarra idea di guidare nei pressi delle vostre case.











Ok.
Basta.
Ho capito.
Siete troppo buoni.
Seguirei volentieri i vostri consigli.

Peccato che la patente sia plastificata.

domenica 9 settembre 2007

TORNO SABATO

Abbiate pazienza...
Non sono wonder woman.



Troppo da fare e troppo poco tempo.

giovedì 6 settembre 2007

FERMO POST

In certi periodi vorrei essere un cow boy.
Loro almeno hanno solo mezzogiorno di fuoco,
non due settimane.

C'è l'esame della barca, che è stato rimandato al 12.
C'è l'esame di guida, tra una settimana.
C'è l'antivirus che non funziona, quindi ogni volta che mi collego,
mi sembra di fare la roulette russa.
C'è la festa di laurea di un caro amico, a Somma vesuviana.
C'è casa nuova, che non è ancora pronta.
A breve ci sarà una nuova ragazza, in camera mia.
E ci siamo io e K-pax, che dobbiamo restringere il terreno di coltura da due ad una stanza.
Praticamente un incubo claustrofobico.

Avete mai provato a travasare il contenuto di due stanze in una?
Salta fuori tanta di quella paccottiglia inutile,
che ti verrebbe voglia di buttare i mobili così come sono,
piuttosto che doverli svuotare.

Ti penti di aver svaligiato il bagno di ogni singolo albergo negli ultimi quattro anni.

Ritrovi un oggetto perduto tre anni fa.
Godi per un attimo.
Poi ti ricordi di averlo riacquistato e riperso,
nel frattempo,
almeno altre due volte.

Osservi un uomo che si rompe la schiena spostando un armadio pieno.

Trovi penne ovunque,
e rimani frustrato dal fatto che funzionino tutte.

Ti domandi a cosa diavolo pensavi,
quella volta che hai comprato uno stock di diciannove paia di fantasmini,
visto che tu, i fantasmini, non li porti.

Recuperi memorie tra i bigliettini sparsi sui fondi dei cassetti.
E ti rendi conto che buttare qualcosa, equivarrebbe al fare autocensura.

Nel frattempo giochi.
Come una rimbambina.

Sapete per caso a che ora passa la diligenza?

mercoledì 5 settembre 2007

MARINAI, DONNINE E GUAI

Io le quote rosa ce le ho messe...
E avrebbero anche le idee chiare, queste signore.

Sono loro che non sanno proprio cosa farci.

martedì 4 settembre 2007

UN LINK NON VALE NIENTE

Le polemiche per l'help 2.0 sono arrivate.
Per carità...
Ragionevolissime.
Ma in fin dei conti, sono polemiche meschinelle.
Lasciatevelo dire da una che i meme li odia.
Che linka a sentimento.
Che technorati, blogbabel, e shinystat li guarda solo per vedere se ha qualche nuovo lettore,
e non certo per scoprire se ha superato il blog di nonna Gina o se sta ancora dietro a quello degli involtini primavera verdi fritti.

Se qualcuno approfitta di un'iniziativa del genere
per portare a compimento i suoi piani di dominazione del mondo,
è solo un poverino.

Un link non vale niente.
Non costa niente.
Ma aiuta a diffondere le informazioni.

Quindi parlatene.

Anche male, se proprio vi garba.

Accidentalmente,
salverete un bambino.

UPDATE DELLE 21:
Sottolineo il SE.
Questo post è rivolto a chi mette di mezzo le classifiche,
non ad infangare i promotori dell'iniziativa,
nella cui buona fede voglio confidare.

HELP 2.0 DAY

Copincollo da Morgan.

"Lo creiamo tutti assieme.
Un unico obiettivo: uscire dal virtuale per scatenare un'onda nel mondo reale. Avete mai pensato voi stessi con una grave malattia? O magari avete vissuto un'esperienza simile? Cadono le certezze, la paura e i dubbi aumentano, la solitudine ci scuote.
Migliaia di blog possono unire la loro forza e concentrarsi per una causa comune: per fare questo dobbiamo essere veloci, concreti ed entusiasti.
Per quale ragione dovremmo farlo? Perché ci sono persone che pensano che chi ha un blog sia uno sfigato o un perdigiorno, giudizi grossolani che non rispettano affatto ingegno, creatività e passioni di moltissimi noi.
È giunta l'occasione di dimostrare a chi frequenta troppi salotti che la realtà è ben diversa, bisogna iniziare a temere seriamente l'intensità coraggiosa di migliaia di blogger, i quali ritengono il rapporto con i blog un elemento sì divertente, altresì molto altro.
Sia chiaro, non possiamo salvare tutti i bimbi del mondo, ma magari iniziare da uno.
Gramos ha dodici anni e soffre di una malattia rara: la tirosinemia. Ha bisogno di cure particolari e i costi sono altissimi: circa 22.000 euro all'anno. Chi frequenta questo blog già conosce la sua vicenda. Ora si tratta di fare partecipe non soltanto il mondo internet, anche coloro che non conoscono neppure la parola "blog".
Possono essere tanti soldi, ma diventiamo Help 2.0: assieme è un gioco da ragazzi raggiungere tale cifra!
Come fare: metti un euro te e trova quattro persone che facciano la stessa cosa, la sfida per ognuno di noi è racimolare cinque euro al fine di salvare Gramos per almeno un anno. Non è uno sforzo eccessivo, cinque euro in cinque persone. L'amico, la zia, il padre, il figlio, ecc. Ovviamente se riusciamo a radunare una cifra maggiore meglio.
Quando avrai i soldi in mano devi fare riferimento al c/c bancario 3383 oppure 3385 della Banca di Credito Cooperativo di Riano. ABI 08787, Cab 39350, Cin X.
L'intestatario è a nome di "Associazione Sos infanzia nel mondo onlus". Causale: "Gramos".
Chi volesse fare una donazione on line attraverso Paypal lo faccia QUI con la causale "Donazione spontanea in favore di Gramos Gashi"."

Se decidi di partecipare all'iniziativa, scrivi un commento al post di Morgan, mettendo bene in vista il link del tuo blog e scrivendo che partecipi.

"Nel frattempo noi ci occuperemo di radunare tutti i link per mostrare la quantità di blogger appassionati che non sono perdigiorno, ma concreti e tempestivi nell'aiuto: questo è Help 2.0!
Quando avrai fatto la donazione, inviami una mail a denisdalbianco@libero.it scrivendo il numero di operazione bancaria e il tuo cognome, così avremo modo di fare le necessarie verifiche. Se non riesci per qualche motivo a usare le forme di donazione indicate inviami una mail, cercheremo di organizzarci considerando se qualcuno che partecipa vive non lontano da te.
La trasparenza sarà garantita da filmati e rendicontazioni pubbliche.
Per giungere a 22.000 euro con cinque euro circa a testa, ci vogliono 4400 blog, capite che dobbiamo aiutarci, facciamo Help 2.0 vibrare in tutta la rete.
Linkate questo post nel vostro blog, parlatene nei forum, nelle chat, con i vostri amici e con chiunque crediate possa aiutarci. Sbizzarritevi nelle idee: una t-shirt con la scritta Gramos, volantini, e-mail, chiedete a tutti di aiutarvi.
Fissate ancora questa cifra: cinque euro divisi fra cinque persone, il 99% di noi se lo può permettere e in questi prossimi giorni diventerai parte di un bellissimo obiettivo solidale che aiuterà Gramos.
Abbiamo creato anche un concorso di favole i cui proventi del libro andranno a Gramos, lo trovate qui, nel blog di Sabrina.
Tantissimi blogger stanno sostenendo questo progetto e alcuni gli hanno dedicato tanta passione, fra i quali Simone, Pibua, Sabrina, Hermansji, Samuele, Antonella, Piggio, Kinozen e Giulianissima. Diamoci da fare e ci vediamo martedì prossimo per una novità importante.
Ricordate: diventate oggi stesso Help 2.0!
Lo sentite il battito dei blog?"

Ecco i link utili.

Sabrina

Simone

Hermansji

domenica 2 settembre 2007

LA COSCIENZA DI CATE

Salve,

sono la coscienza di Cate.

So che è difficile credere che ne abbia una.

Lei stessa, da quando lo ha scoperto, non riesce a farsi passare il singhiozzo.

Ho deciso che fino all'esame se solo si azzarda ad avvicinarsi al cavo della ADSL,
le farò venire un senso di colpa pari solo a quella volta che ha fatto morire d'insolazione il suo canarino.

E' ovvio che non riuscirò a trattenerla dal venire qui a rispondere a chi le scrive,
ma spero non glie ne vorrete se non verrà a trovarvi per qualche giorno.

Solo due note, poi scappo, che senza di me, quella è capace di svuotare il frigorifero e friggerne l'intero contenuto, frutta compresa.

1)Domani è il suo compleanno,
ma non ditele che ve l'ho detto.

2)Sarebbe carino se le faceste sapere a che ora si deve collegare ad internet per sto' benedetto help 2.0 day, il 4 Settembre(vedi bannerino a destra).

sabato 1 settembre 2007

JULIA, E LA GRAPPA DELLA FELICITA'

Ho capito.
Basta con gli omini di Autocad.
Che me li sogno pure la notte, ormai.
Oggi vi parlo della mia telenovela preferita.
La telenovela afro-tedesca.
L'eroina, Julia, incontra il suo principe bizzarro durante un safari.
Lui la guarda mentre si dà spontaneamente in pasto ai leoni, ed è subito amore.

Solo che il tizio è ricco.
Ricco da far schifo:
ha una fabbrica di ceramiche rococò di rara bruttezza, in Germania.
E naturalmente una famiglia che al confronto, Pol Pot era un mite filantropo.

La trama si snoda avvincente,
come solo certe produzioni teutoniche sanno fare.
Abbina alla vivacità di Aspettando Godot,
l'originalità di un conto alla rovescia.
Per non parlare degli attori, che il botox ce l'hanno insito nel DNA.
E della sceneggiatura, scorrevole e originale quanto una lista della spesa.

Ma questi sono solo dettagli.

Come non farsi conquistare dalla toccante scena in cui i due progettavano, speranzosi, il fughino romantico?

Julia, orientando lo scucchione sognante verso un tramonto appena accennato all'orizzonte:
"Dimmi che lo faremo, Daniel, dimmi che andremo via, lontano da tutto quest'odio che ci divide."

Daniel: "E andremo dove nessuno saprà chi siamo,
in un paesino così piccolo che d'inverno dovremo andare al paese più vicino per comprare il latte
. "

Inquadratura che sfuma mentre i due sospirano.

Magistrale.

Immaginate la mia gioia ora che ho scoperto che c'è pure
il sito ufficiale .

mercoledì 29 agosto 2007

OMINI IN MARE 16/16



Questo post verrà aggiornato in comode rate* per venire incontro al limitato tempo a disposizione della qui presente progettista di barche a vela di fama mondiale.

Oltre che per cavalcare l'onda anomala degli accessi di questi giorni.
No, davvero, non credevo che la porchetta tirasse tanto.

Io qui vi vendo un manipolo di poeti, santi e navigatori della domenica.


Questi omini, che mi accompagnano da tanti progetti,
hanno assunto vita propria, dei sentimenti, e persino delle convinzioni politiche.

Potrei giurare di averli sentiti bestemmiare in curdo in più d'un'occasione.

Per esempio, quella volta che li ho messi tutti in fila a ballare YMCA nella mediateca di turno (uaiemsiei, per gli amici che non masticano l'inglese), e loro invece volevano giocare a cricket .

Oppure quella volta che un omino doveva assolutamente andare in bagno, e io non ci avevo ancora messo la tazza.

Per non parlare di quando ne ho fatto correre uno sul terrazzo a guardare il tramonto sul fiume Cad, dimenticandomi di dirgli che non avevo ancora disegnato la ringhiera.

Altro che sicurezza sui cantieri,
sono una mente criminale.

OMINO n°1
Nella foto non c'è.
L'omino n°2 lo ha spinto in mare perchè non voleva cazzare la randa.
L'omino n°1 era un omino sensibile.
Quelle cose lì la mamma gli aveva detto che le fanno solo i sozzoni.

OMINO n°2
Anche lui latita, per ovvi motivi.
Ma qualcuno dice che sia sempre rimasto nel layer "invisibile",
a scrivere pizzini come un pazzo.

OMINO n°3
E' fuori in coperta che vomita da quando siamo partiti.
Ormai il suo colore vira al verde.

OMINO n°4
In genere è un tipo umile, ma è tutto il giorno che si da' delle arie.
Correntemente è assiso sul suo personale trono regio, vale a dire sul water.


OMINO n°5
Fondamentalmente è un timido.
Gli altri esercitano su di lui ogni sfrenata forma di nonnismo,
senza appellarsi ad alcun codice rosso.
Ieri ha fatto formale richiesta di sapone liquido.
Dice che la saponetta, col mare mosso, gli irrita le parti intime.

OMINO n°6
E' il più narciso.
Non fa che vantarsi di quella volta che è finito sulle pagine di Casabella.
Le male lingue dicono che lo deve ad una folle notte d'amore con la palma in primo piano.
L'omino n°9, per prenderlo in giro, ha tappezzato lo scafo di fotomontaggi.
Lui con Paris Hilton dietro le sbarre.
Lui con le gemelle Cappa.
Lui che bacia Andreotti.
Ma l'omino n°6 è paziente, e ha un M 16 proprio sotto al cuscino.

OMINO n°7
E' uscito a comprare le sigarette un paio d'anni fa.

OMINO n°8
Il web addicted della compagnia.
Si entusiasma solo quando si devono provare le reti nuove.
Continua a dire che Popeye non è abbastanza 2.0 per aggiungerlo ai suoi contatti.
Gli altri non lo capiscono, specialmente quando parla di folksonomie.
Di solito reagiscono intonando uno yodel e schiaffeggiandosi le cosce.


OMINO n°9
Ha perso un braccio durante l'esportazione di un disegno.
Da allora non è mai più stato lo stesso.

OMINO n°10
Si è arruolato nell'esercito della salvezza quando un virus ha corrotto la scheda madre.
Mi ha chiesto insistentemente di inserire una cappella votiva nel progetto, con la scusa che senza,
la God Premium, non gli serve a nulla.
Gli altri omarini preferirebbero un cane.

OMINO n°11
Non sopporta di dover dividere la cuccetta con un omino diverso ogni sera.
Ha detto che se non cancello a tutti gli altri il pistolino,
non farà mai più l'imitazione di Shirley Temple.

OMINO n°12
Gli altri lo discriminano perché è un immigrato:
è arrivato da Archicad su una libreria clandestina battente bandiera liberiana.


*OMINO n°13
Ogni ora deve premere il pulsante autosave perché è convinto che se non lo facesse, il sistema operativo si autodistruggerebbe.
Gli altri non sanno se credergli.
Scanso equivoci, evitano di dargli troppa confidenza, perché sono convinti che porti sfiga.

OMINO n°14
Ha messo il broncio da due mesi perchè lui voleva andare in montagna.
Io sospetto che non sappia nuotare.

OMINO n°15
Ha sviluppato mutazioni genetiche dopo l'installazione di un plug-in.
Quando si arrabbia cambia di scala e diventa verde.

OMINO n°16
E' il più ribelle.
Ha provato ad evadere 13594 volte da quando ho convocato la ciurma.
Ogni tanto me lo ritrovo su flash o in power point.


La collezione è finita, ma potete ricevere direttamente a casa vostra i numeri arretrati, senza spese di spedizione.

Affrettatevi: è una limited edition!

martedì 28 agosto 2007

VITA DA VIP

Dopo aver tirato strategicamente sul prezzo,
per l'acquisto di un piccolo yacht
(vedi riassunto della puntata precedente).
Foto di repertorio by Cate (from Costa Merlata)

Dimenticati i fasti delle serate di gala, le luci della ribalta, le folle adoranti, e gli innumerevoli mazzi di orchidee purpuree del Cairo...

Lasciandosi alle spalle le ruggenti e soprattutto interminabili vacanze di quest'estate.
Pur conservando nel cuore il ricordo dei ristoranti più esclusivi.

Ma soprattutto di un aperitivo in quel di Otranto, per cui ci hanno estorto la bellezza di trenta euri e sottolineo trenta, a cranio.

La qui presente eroina è tornata ad una dimensione più raccolta.

A profumi più casalinghi.

Alle piccole delizie quotidiane che rendono speziato, oltre che solido, il suo ménage domestico.

Insomma...

L'avete capito tutti che stasera non mi va proprio di scendere a buttare la spazzatura, eh?

lunedì 27 agosto 2007

LA CLASSE NON SI SCIACQUA

Oggi il telefono squilla a tradimento durante la pennica.
All'altro capo dell'etere, una voce femminile suadente e deferente.

"Pronto?"
"Buona sera, Signora Gong"

Chissà perchè, mi chiedo se ho pagato le tasse universitarie.
Se voglio cambiare gestore telefonico.
Se ho chiuso la porta di casa.
"Buona sera"
L'ho chiusa, ma metto anche il catenaccio.
Che non si sa mai.

"Sono l'addetta Volvo alle vendite TIZIana de' CAIbus."

La mente brancola nel buio.
Praticamente un foglio bianco.
Taccio, onde evitare di costruirmi da sola il pigiamino di cemento.
Ma lei mi incalza con sdilinquente gentilezza fuori luogo.

"Qui alla Volvo ci chiedevamo se Lei è ancora interessata all'acquisto di quel trentatrè piedi".

Ancora un attimo di vuoto.
Poi m'illumino d'immenso.

Qualche tempo fa Io, Uma e K-pax andammo alla fiera della nautica, a Genova.
Per visitare una barca della Volvo, ci furono richiesti i dati personali.
Compreso il mio numero di cellulare.

"Mi dispiace, ma per quest'anno abbiamo preventivato altre spese"

sabato 25 agosto 2007

IL POTERE DI OBI-WAN

Esistono posti in grado di risvegliare il bambino che è in noi.

Ho sempre pensato che per le donne, uno di questi, sia la profumeria.
Perchè il tempo torna indietro, mentre provano intrugli indelebili, creme e polverine glitterate ad oltranza, conciandosi peggio che se avessero piastricciato col fango.

L'uomo in genere aspetta fuori, rassegnato.

I più coraggiosi si avventurano nel reparto profumi,
dove virilmente si spruzzano addosso cinque tipi diversi di eau de toilette.

Cosicchè mentre la femme fatale di turno esce soddisfatta dall'antro infernale, con una marea di campioncini da barattare manco fossero figurine, il povero malcapitato olezza come il mercato del pesce di Pizzo Calabro alla fine della giornata.

Ma la rivincita dei duri è in agguato dietro l'angolo del centro commerciale.
Li chiama a sè come le sirene di Ulisse.
Castorama, Brico io, Faitù, Bricoliamo, sono solo alcuni dei nomi della bestia.
Il peggiore di tutti è OBI.
Sommo Maestro dei Midichlorian fai da te (no Alpitur).

Il negozio in questione tira fuori il lato oscuro di ogni maschio senziente.
Lo riduce come lo scoiattolino de l'Era glaciale nel paradiso delle ghiande.

Basta appostarsi lungo la lisca centrale, quella con tutti gli attrezzi a cinquanta centesimi, per osservare il fenomeno.

Se non ha il carrello, dopo mezz'ora fa esercizi di giocoleria.
Dopo un'ora cerca di mandarti al decathlon a comprare una canadese per il pernottamento.
Poi si sposta al settore cassette degli attrezzi, dove comincia a sognare una stanza intera dove alloggiare tanta grazia.

Se lo guardi senza pensare che è proprio lui,
lo vedi all'età di quattro anni, mentre trasforma, compulsivamente,
un robot in macchinina e poi la macchinina in robot.

Ieri ho cercato di mettermi nei suoi panni.

Ho preso in mano uno svitavvita della Bosch,
glie l'ho puntato contro,
e lui si è fatto uccidere senza colpo ferire.

Forse non aveva ancora trovato il bullone giusto per riparare la spada laser.

giovedì 23 agosto 2007

PICCOLE FACCE TOSTE CRESCONO

In genere sono una schifosa secchiona.
E quando dico schifosa, sono autoindulgente.

Oggi ho partecipato ad un concorso a premi...
Pardon, volevo dire pubblico.
Titolo richiesto: licenza media.
Livello delle domande: dottorato in legge e/o esperienza decennale nella pubblica amministrazione.

Non per soldi...
Più che altro per simpatia.
Per vedere l'effetto che fa.
E devo dire che la giostra merita un giro.
Se non altro per sperimentare, una volta nella vita,
cosa voglia dire presentarsi ad un esame senza aver studiato.

Ci vuole sesto senso,
senso Comune,
e assoluta mancanza di Comune senso del pudore.

Perchè mentre ti chiedono di spiegargli qualcosa che
loro conoscono a menadito
e tu ignori completamente,
ciò che importa
non è la figura caprina che sicuramente stai per fare.

L'importante è arrampicarsi sugli specchi con stile.
Improvvisare con nonchalance.
Fare cabaret.
Qualcosa di esatto potrebbe anche uscirti dalle labbra.
Qualcuno potrebbe anche dirti,
alla fine,
che sei andato bene...

In fin dei conti, di bugiardi è pieno il mondo.